Aspetti normativi del CCNL Impianti Sportivi (Conflavoro – Confsal)



Seguono alcuni aspetti normativi del rinnovo del CCNL impianti sportivi e attività sportive siglato il 15/7/2021, tra CONFLAVORO PMI, l’ASI, la MSA, la CNS Libertas, la FISE, la FIS, e la FESICA-CONFSAL, con l’assistenza della CONFSAL.


Contratti di lavoro a tempo determinato – limiti quantitativi


Le Parti convengono che il limite numerico entro il quale possono essere stipulati contratti di lavoro a tempo determinato è stabilito nella misura pari al 50% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento dell’assunzione. Le frazioni di unità si computano per intero. A seguito di accordo sindacale sarà possibile aumentare o diminuire il limite di cui sopra.
Resta salva la facoltà di assumere lavoratori con contratto a tempo determinato secondo le seguenti proporzioni:












BASE DI COMPUTO a Tempo Indeterminato

CONTRATTI a Tempo Determinato

0-4 4
5-9 5
Oltre 10 50%


I limiti quantitativi di cui al presente articolo non si applicano ai contratti a termine stipulati dalle aziende che rientrano nelle fattispecie dell’art. 16 del presente CCNL. Gli accordi integrativi stipulati tra le parti aderenti alle organizzazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori stipulanti il presente CCNL, possono definire ulteriori ipotesi di esclusione, modificare le misure ed anche individuare ipotesi di stabilizzazione dei suddetti lavoratori. Restano ferme le esclusioni e le discipline specifiche previste dalla legge.


Apprendistato professionalizzante


Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato per il raggiungimento dei livelli dal 2° al 6°.
La durata ed il trattamento economico sono così determinati:











Livello

Durata

Trattamento economico

2°-3°-4°-5° 36 mesi – prima metà del periodo di apprendistato: due livelli sotto quello di destinazione finale;

– seconda metà del periodo di apprendistato: un livello sotto quello di destinazione finale.

24 mesi – prima metà del periodo di apprendistato: due livelli sotto quello di destinazione finale;

 


– seconda metà del periodo di apprendistato: un livello sotto quello di destinazione finale.


Alla fine dell’apprendistato il livello di inquadramento sarà quello corrispondente alla qualifica eventualmente conseguita.
Per gli apprendisti assunti per l’acquisizione delle qualifiche e mansioni comprese all’interno della disciplina contrattuale nazionale del CCNL Sport nel sesto livello di inquadramento, l’inquadramento e il conseguente trattamento economico sono al settimo livello per la prima metà della durata del rapporto di apprendistato.
Le parti concordano che in nessun caso la retribuzione di fatto dell’apprendista potrà superare – per effetto delle minori trattenute contributive – la retribuzione netta del lavoratore non apprendista di analogo livello. La stessa regola si applica al lavoratore ex apprendista che continui a godere del più favorevole regime contributivo per il periodo successivo alla qualificazione.


Apprendistato in cicli stagionali


Per apprendistato in cicli stagionali si intende quel contratto di apprendistato la cui durata è temporalmente legata al ciclo delle stagioni.
Per tutti i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali è prevista la possibilità di assumere apprendisti con contratti di lavoro a termine.
In tali casi la durata del percorso formativo dell’apprendista stagionale, che l’art. 32 regolamenta con riferimento all’anno, dovrà essere proporzionato rispetto alla effettiva durata del rapporto contrattuale instaurato con l’apprendista.
Il datore di lavoro potrà assumere più volte, a tempo determinato, l’apprendista nel corso di complessivi 48 mesi dalla data della prima assunzione; ai fini del computo della durata dell’apprendistato stagionale sono utili anche le brevi attività lavorative svolte nell’intervallo tra una stagione e l’altra.
L’apprendista, che ha già svolto un periodo di apprendistato presso un’azienda che opera in cicli stagionali, ha diritto di precedenza, per un anno, nell’assunzione presso la stessa impresa per la stagione successiva, rispetto ad altri apprendisti.
Tale diritto non spetta ai lavoratori licenziati dall’azienda per giusta causa.


Malattia


Durante il periodo di malattia l’apprendista avrà diritto, oltre a quanto previsto dalla legislazione vigente:
a. Per i primi tre giorni di malattia, limitatamente a quattro eventi morbosi in ragione d’anno, ad un’indennità pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto;
b. In caso di ricovero ospedaliero e per tutta la durata dello stesso, entro i limiti del periodo di comporto del presente CCNL, ad un’indennità a carico del datore di lavoro, pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto.
Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) si applicano a decorrere dal superamento del periodo di prova.


Infortunio


Durante il periodo d’infortunio l’apprendista avrà diritto alla conservazione del posto di lavoro, per un periodo di 180 giorni, dal verificarsi dell’infortunio.
A decorrere dal primo giorno successivo a quello dell’infortunio, in caso di assenza per inabilità temporanea assoluta derivante da infortunio sul lavoro, gli verrà corrisposta un’indennità integrativa rispetto a quella dell’INAIL fino al raggiungimento complessivo delle seguenti misure:
a. 60% per i primi 3 giorni;
b. 80% dal 4° al 20° giorno;
c. 90% dal 21° giorno al 180°
3. Le disposizioni di cui al presente paragrafo si applicano a decorrere dal superamento del periodo di prova.


Lavoro supplementare


In considerazione delle specifiche esigenze organizzative e produttive che caratterizzano il settore a cui si riferisce il presente CCNL, il datore di lavoro, in attuazione dell’art.6 c.2 del D.Lgs.n.81/2015, ha facoltà di richiedere, anche in caso di rapporti a tempo determinato, lo svolgimento di:
a. prestazioni supplementari ai lavoratori assunti con contratto a tempo parziale;
b. prestazioni straordinarie ai lavoratori a tempo parziale per le stesse causali e con le medesime modalità previste per i lavoratori a tempo pieno dal presente CCNL.
2. Si intendono per prestazioni di lavoro supplementare quelle eccedenti la prestazione già concordata fino alle 8 ore giornaliere, intendendosi per tali quelle svolte oltre l’orario concordato fra le parti ai sensi dell’art. 5 c.2 del D.Lgs.n.81/2015.
Le parti prevedono che le ore supplementari non siano facoltative e verranno compensate con le seguenti maggiorazioni:
– Le ore di lavoro supplementare prestate in giorno feriale con orario diurno verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto e secondo i divisori convenzionali previsti nel presente CCNL, e con la maggiorazione del 24,61% da calcolare sulla quota oraria della retribuzione di fatto.
– Le ore di lavoro supplementare prestato nei giorni festivi verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto e secondo i divisori convenzionali previsti nel presente CCNL, e con la maggiorazione del 27,5% da calcolare sulla quota oraria della retribuzione di fatto.
– Le ore di lavoro supplementare prestate la notte verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto e secondo i divisori convenzionali previsti nel presente CCNL e con la maggiorazione del 30% da calcolare sulla quota oraria della retribuzione di fatto


Clausole di flessibilità ed elastiche


In applicazione di quanto previsto dall’art.6 c.4 del D.Lgs.n.81/2015, le parti interessate, con specifico patto scritto, potranno prevedere l’inserzione nel contratto a tempo parziale, anche nelle ipotesi di contratto di lavoro a termine, di clausole elastiche che possono prevedere:
a. la collocazione temporale della prestazione lavorativa, anche determinando il passaggio da un part- time orizzontale a verticale o viceversa, ovvero al sistema misto;
b. la variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa.
La disponibilità allo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale con clausole elastiche richiede il consenso del lavoratore, formalizzato attraverso uno specifico patto scritto, anche contestuale al contratto di lavoro.
L’eventuale rifiuto dello stesso non integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento nemmeno per recidiva.
Per la sottoscrizione di tale patto il lavoratore può richiedere l’assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale ove costituita, indicato dal lavoratore medesimo.
È riconosciuta l’unilaterale facoltà di revocare il predetto consenso, esclusivamente, al ricorrere ad una delle condizioni di cui all’art.8, commi da 3 a 5, ovvero in quelle di cui all’art.10, primo comma, della legge 20 maggio 1970 n.300.
Nel caso di nuove assunzioni a tempo parziale, la disponibilità a tale variabilità dell’orario potrà essere inserita nella lettera di assunzione e, in tal caso, espressamente accettata dal lavoratore.
Qualora il datore di lavoro modifichi per un periodo predeterminato o predeterminabile la collocazione temporale dell’orario di lavoro adottando clausole elastiche, è tenuto a darne comunicazione al lavoratore con preavviso di almeno 2 giorni lavorativi, in presenza di particolari esigenze di carattere tecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo.
Le ore di lavoro ordinarie richieste a seguito dell’applicazione di clausole elastiche debbono essere retribuite, relativamente alle sole ore in cui la suddetta variazione viene disposta, con la maggiorazione del 2% della quota oraria della retribuzione di fatto ai sensi del presente CCNL. Le ore di lavoro richieste a seguito di una variazione in aumento saranno retribuite, limitatamente alle ore per cui la variazione viene richiesta, con la quota oraria della retribuzione maggiorata del 10%.
Le suddette maggiorazioni non si applicano:
a. in caso di riassetto complessivo dell’orario di lavoro, che interessi l’intera azienda o unità organizzative autonome della stessa;
b. qualora la modifica sia richiesta dal lavoratore, seppur accettata dal datore di lavoro;
c. qualora la modifica dell’articolazione dell’orario di lavoro sia stata accettata dal lavoratore ed abbia carattere di modifica strutturale.
Nel caso in cui le clausole elastiche permettano di aumentare la durata della prestazione lavorativa, l’orario di lavoro non può superare il limite delle 40 ore settimanali, a meno che non si versi in una dimensione di flessibilità generale. Resta comunque salvo l’utilizzo della banca delle ore.


Periodo di prova


La durata massima del periodo di prova non potrà superare i seguenti limiti:
a. Quadri e primo livello: 6 mesi;
b. altri livelli: 3 mesi.

Posticipat a luglio gli aumenti retributivi per i settori Uniontessile Confapi



Posticipata, a luglio 2021, l’erogazione della tranche di aumento retributivo contrattuale prevista con decorrenza dall’1/1/2021 per le piccole e medie industrie del settore tessile-abbigliamento-moda, calzature, pelli e cuoio, penne, spazzole e pennelli, occhiali, giocattoli che hanno sottoscritto un accordo in tal senso /1/2021.


Le parti hanno previsto che, su richiesta motivata dell’impresa indirizzata alla RSU e a tutte le OO.SS. territoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale firmatarie del CCNL Uniontessile/Confapi, le stesse possano, attraverso accordo, posticipare l’erogazione della tranche contrattuale prevista decorrente dall’1/1/2021 al 30/6/2021.
Nella fattispecie il posticipo riguarderà esclusivamente la data di erogazione della tranche che, se definita in azienda con i soggetti sopra definiti, viene fissata al 1/7/2021, rimanendo convenzionalmente e figurativamente concordato tra le parti la data dell’1/1/2021. Gli effetti retributivi relativi alla mancata erogazione della trance, maturata nel periodo gennaio/giugno 2021, sulla retribuzione e sugli istituti diretti, indiretti e differiti saranno oggetto di conguaglio secondo le linee guidate sotto riportate.
Tale possibilità, visto la eccezionalità, non avrà carattere di ripetibilità.

TESSILI ABBIGLIAMENTO MODA

 











































Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

8 32,71 2.261,63
7 30,57 2.135,16
6 29,00 2.003,22
5 27,28 1.877,34
4 25,71 1.776,86
3 bis 25,00 1.736,28
3 24,28 1.695,75
2bis 23,28 1.645,76
2 22,14 1.602,23
1 14,28 1.265,69



CALZATURE












































Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

8 32,71 2.271,67
7 30,57 2.111,54
6 29,00 1.953,64
5 27,28 1.855,18
4 25,71 1.777,11
3 bis 25,00 1.736,28
3 24,28 1.695,97
2bis 23,28 1.645,82
2 22,14 1.602,41
1 14,28 1.265,24





PELLI E CUOIO

 































Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

6 32,37 2.161,60
5 30,05 1.961,66
4s 27,74 1.832,60
4 25,86 1.777,99
3 25,00 1.707,45
2 23,12 1.615,26
1 14,45 1.266,52



OCCHIALI
































Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

6 32,37 2.207,83
5 30,05 2.016,21
4s 27,74 1.866,95
4 25,86 1.782,19
3 25,00 1.704,00
2 23,12 1.607,28
1 14,45 1.265,41



PENNE E SPAZZOLE

 



































Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

7 33,67 2.224,74
6 31,47 2.038,99
5 29,85 1.936,11
4S 28,09 1.838,90
4 26,47 1.777,33
3 25,00 1.691,68
2 22,79 1.595,60
1 14,70 1.267,48



GIOCATTOLI

 



































Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

7 33,67 2.222,84
6 31,47 1 2.056,54
5 29,85 1.953,80
4s 28,09 1.844,98
4 26,47 1.795,47
3 25,00 1.715,60
2 22,79 1.621,16
1 14,70 1.280,90



Nel caso di posticipo si definiscono le seguenti linee guida:
A) Con il cedolino delle competenze di luglio 2021 verrà erogato, oltre alla tranche del CCNL prevista per ogni singolo lavoratore in relazione al suo inquadramento, anche quanto maturato e non corrisposto da gennaio 2021 al 30/6/2021 sotto la voce “arretrato CCNL periodo gennaio 2021 – giugno 2021”.
b) Nel cedolino di dicembre 2021 verranno inoltre ricalcolate ed erogate tutte le incidenze retributive e contributive, sulla base degli istituti normativi, legali e contrattuali, liquidati nel periodo gennaio/giugno 2021, che sarebbero state erogate e sulle quali non è stato tenuto conto della tranche contrattuale non erogata nel periodo gennaio/giugno 2021.
C) In caso di cessazione del rapporto di lavoro dopo gennaio 2021 e prima del 30/6/2021, tutto quanto spettante al lavoratore dall’applicazione delle condizioni previste al punto A e al punto B) andrà corrisposto ai lavoratori con le competenze dell’ultimo cedolino di fine rapporto.
Per cessazioni di rapporto di lavoro successive al 30/6/2021 quanto previsto al punto B) verrà corrisposto con l’ultimo cedolino di fine rapporto.
D) le operazioni di conguaglio previste dalle presenti linee guida si considerano di competenza del mese in cui vengono effettuate alle date previste ai punti A), B) e C).

Cassa Edile Udine: Erogazione Evr 2021



Le Parti territoriali dell’Edilizia Industria Udine, in attuazione delle disposizioni del CIPL 19/9/2016 in merito all’erogazione dell’Elemento Variabile della retribuzione, si sono incontrate per la verifica annuale dei parametri di riferimento


Come segnalato dalla Cassa Edile di Udine, le Parti territoriali del settore dell’Edilizia Industria Udine, si sono incontrate per la verifica annuale dei parametri di riferimento per l’erogazione dell’Elemento Variabile della Retribuzione, come previsto nel CIPL 19/9/2016.
In tale sede, è stata accertata la positività di quattro parametri territoriali, che rendono l’EVR erogabile per il periodo 1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2021 nella misura del 100% dell’importo concordato a livello territoriale, con possibilità di riduzione nel caso di un parametro aziendale negativo e con possibilità di non erogazione nel caso di entrambi i parametri aziendali negativi.
Pertanto qualora i parametri aziendali rilevati nel triennio 2018-2020 risultino entrambi pari o positivi rispetto al periodo 2017-2019, l’azienda provvederà ad erogare l’EVR nella misura stabilita a livello provinciale, pari al 4% dei minimi tabellari in vigore alla data del 1° luglio 2014.
L’impresa con un solo parametro aziendale negativo provvederà ad erogare l’EVR nella misura ridotta del 65% dei minimi tabellari in vigore alla data del 1° luglio 2014.
L’azienda con entrambi i parametri aziendali negativi non erogherà l’EVR.
Nel caso che la verifica dei parametri aziendali risultasse parzialmente o totalmente negativa l’impresa renderà un’autodichiarazione sul mancato raggiungimento degli stessi.
Le imprese di nuova costituzione dovranno erogare l’EVR nella misura del 4% dei minimi tabellari in vigore alla data del 1° luglio 2014; ai fini del periodo temporale di riferimento per la verifica dei parametri aziendali, il confronto temporale sarà effettuato anno su anno e biennio su biennio fino al raggiungimento del triennio.















Operai

EVR erogabile territorialmente – Importo orario

Operaio IV livello 0,2640
Operaio specializzato 0,2452
Operaio qualificato 0,2204
Operaio comune 0,1884















Operai

EVR erogato dall’impresa in riduzione con un parametro aziendale pari o positivo

Operaio IV livello 0,1716
Operaio specializzato 0,1594
Operaio qualificato 0,1433
Operaio comune 0,1225
























Impiegati

EVR erogabile territorialmente – Importo mensile

Quadri ed Impiegati Super 65,2284
Impiegato 1.a categoria 58,7052
Impiegato 2.a categoria 48,9208
Assistente tecnico 45,6604
Impiegato 3.a categoria 42,3984
Impiegato 4.a categoria 38,1588
Impiegato 4.a categoria 1° impiego 32,6144
























Impiegati

EVR erogato dall’impresa in riduzione con un parametro aziendale pari o positivo

Quadri ed Impiegati Super 42,3985
Impiegato 1.a categoria 38,1584
Impiegato 2.a categoria 31,7985
Assistente tecnico 29,6793
Impiegato 3.a categoria 27,5590
Impiegato 4.a categoria 24,8032
Impiegato 4.a categoria 1° impiego 21,1994

Conversione Sostegni bis: indennità in favore di alcuni ex lavoratori portuali

L’articolo 40quater – inserito in sede di conversione del decreto legge n. 73/2021 – estende, in via transitoria, ad alcuni ex lavoratori portuali l’ambito di applicazione dell’indennità per le giornate di mancato avviamento al lavoro. L’estensione riguarda i lavoratori già alle dipendenze di alcune imprese, operanti in determinati porti ubicati nella Regione Sardegna, e che hanno cessato di percepire il trattamento straordinario di integrazione salariale nel corso del 2020.

Nel dettaglio, la legge di conversione aggiunge all’articolo 9-bis, DL 22 marzo 2021, n. 41,il comma 2bis, secondo cui dalla data di entrata in vigore della stessa fino al 31 dicembre 2021, l’indennità di cui all’articolo 3, co. 2, L. 28 giugno 2012, n. 92, può essere altresì riconosciuta, a domanda, in alternativa alla Naspi, ai lavoratori già dipendenti delle imprese di cui all’articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, operanti nei porti ubicati nella regione Sardegna, che hanno cessato di percepire il trattamento straordinario di integrazione salariale nell’anno 2020. Qualora il lavoratore opti per l’indennità, l’erogazione della NASpI è quindi sospesa fino al termine del periodo di percepimento dell’indennità stessa.
L’indennità di mancato avviamento al lavoro, si ricorda, è costituita da un’indennità di importo giornaliero pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile di integrazione salariale straordinaria e comprensiva della relativa contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare.


Restando in materia di indennità, l’articolo 42 del DL Sostegni bis, commi da 1 a 8, come noto, ha riconosciuto un’indennità una tantum, pari a 1.600 euro, in favore di alcune categorie di lavoratori. In sede di conversione del decreto legge, il relativo limite di spesa è stato elevato, trasponendo la norma di cui all’articolo 4, comma 10, primo periodo, del D.L. 30 giugno 2021, n. 99, abrogato dalla legge di conversione in commento, fatti salvi gli effetti già prodottisi. Il nuovo testo, in particolare, incrementa da 897,6 milioni di euro a 1.065 milioni, per il 2021, il limite di spesa relativo alla precedente ultima indennità.
Le categorie interessate dalla suddetta indennità, si ricorda, sono: lavoratori dipendenti stagionali nei settori del turismo e degli stabilimenti termali e lavoratori in regime di somministrazione nei suddetti settori; altri lavoratori dipendenti a tempo determinato nei settori del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori dipendenti stagionali e lavoratori in regime di somministrazione negli altri settori, lavoratori intermittenti ed alcune categorie particolari di lavoratori autonomi; lavoratori dello spettacolo.


Inoltre, il comma 8bis dell’articolo 42 – anch’esso inserito in sede di conversione – esclude dalla base imponibile delle imposte sui redditi i contributi o indennità di qualsiasi natura corrisposti in favore di lavoratori dalle regioni o dalle province autonome in base a disposizioni di legge del medesimo ente territoriale e relativi all’emergenza epidemiologica da COVID-19; nel suddetto ambito, il beneficio dell’esenzione riguarda esclusivamente le somme finanziate con oneri a carico del bilancio del medesimo ente e corrisposte in relazione alla cessazione, riduzione o sospensione dell’attività lavorativa o del rapporto di lavoro. Il beneficio è riconosciuto anche qualora le somme suddette siano state attribuite in via integrativa rispetto a misure di sostegno stabilite dalla disciplina statale.


 

Contributi a percentuale artigiani e commercianti, prescrizione e accertamento di maggior reddito


Contributi a percentuale artigiani e commercianti, prescrizione e accertamento di maggior reddito



27 luglio 2021 In tema di contributi a percentuale, il momento di decorrenza della prescrizione (art. 3, L. n. 335/1995) deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento e non con l’eventuale atto successivo con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato un maggior reddito (art. 1, D.Lgs. n. 462/1997), avendo quest’ultimo mera efficacia interruttiva della prescrizione (Corte di Cassazione, ordinanza 20 luglio 2021, n. 20725)


Una Corte d’appello territoriale, in accoglimento del gravame di un lavoratore autonomo, aveva ritenuto prescritto il credito per contributi a percentuale dovuti alla Gestione commercianti, pretesi dall’INPS in riferimento al maggior reddito d’impresa accertato, oltre sanzioni e interessi di mora, a seguito di avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate.
Ad avviso della Corte di merito, era da escludersi l’idoneità della notifica dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle entrate ad interrompere la prescrizione del credito dell’Inps, ritenendo prescritto il credito riportato nelle cartelle opposte, notificate dall’Ente previdenziale.
Avverso tale pronuncia l’Inps propone ricorso per cassazione, deducendo che, con riferimento alla decorrenza della prescrizione della contribuzione predetta, il dies a quo non possa che essere individuato nell’atto dell’Agenzia delle Entrate di accertamento del maggior reddito imponibile, non costituente atto interruttivo della prescrizione ma il fatto determinante il sorgere del diritto dell’Istituto, non ancora prescritto allorché veniva notificata al lavoratore autonomo la richiesta di pagamento dell’Inps.
Per la Suprema Corte il ricorso è meritevole di accoglimento.
Costituisce principio consolidato, in tema di contributi a percentuale, che il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito d’impresa (art. 1, co. 4, L. n. 233/1990), ancorché l’efficacia del predetto fatto sia collegata ad un atto amministrativo di ricognizione del suo avveramento, con la conseguenza che il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi in questione (art. 3, L. n. 335/1995), deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento e non con l’eventuale atto successivo con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato un maggior reddito (art. 1, D.Lgs. n. 462/1997), avendo quest’ultimo mera efficacia interruttiva della prescrizione (da ultimo, Corte di Cassazione, sentenza n. 5413/2020).
L’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, prima dello spirare del termine di prescrizione, di un determinato reddito dapprima non emerso, non individua fatti costitutivi del diritto contributivo dell’ente previdenziale ma dispiega soltanto efficacia interruttiva della prescrizione, anche a beneficio dell’Inps (Corte di Cassazione, sentenza n. 13463/2017).

Conversione Sostegni-bis: credito d’imposta per la formazione dei dipendenti e decontribuzione turismo


La legge di conversione del decreto Sostegni-bis ha apportato alcune modifiche in materia di decontribuzione settori del turismo e degli stabilimenti termali e del commercio, nonché ha introdotto il credito d’imposta sui sosti sostenuti dalle imprese per la formazione professionale di alto livello dei propri dipendenti.


Ai datori di lavoro privati dei settori del turismo e degli stabilimenti termali e del commercio nonché del settore creativo, culturale e dello spettacolo, è riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fruibile entro il 31 dicembre 2021, nel limite del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL. L’esonero è riparametrato e applicato su base mensile.
L’esonero in parola è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta ed è concesso ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione europea recante un «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19» e nei limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione.


Quanto al credito d’imposta sui costi sostenuti dalle imprese per la formazione professionale di alto livello dei propri dipendenti, il novellato art. 48-bis riconosce, a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano, che effettuano spese per attività di formazione professionale di alto livello nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020, un credito d’imposta in misura pari al 25 per cento, nel limite massimo complessivo delle risorse previste.
In particolare, sono ammissibili al credito d’imposta in parola le spese sostenute, fino all’importo massimo di 30.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria, relative al costo aziendale del dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività di formazione attraverso corsi di specializzazione e di perfezionamento di durata non inferiore a sei mesi, svolti in Italia o all’estero, negli ambiti legati allo sviluppo di nuove tecnologie e all’approfondimento delle conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0, quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, sicurezza cibernetica, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Sostegni bis: modifica termini di applicazione dei decreti legislativi di riforma dello sport

Il comma 13quaterdell’articolo 10 – introdotto in sede di conversione del DL Sostegni bis – modifica i termini di avvio dell’applicazione delle disposizioni recate dai decreti legislativi di riforma dello sport (decreti legislativi nn. 36, 37, 38, 39 e 40 del 2021). Il comma 13quinquies, inoltre,interviene sulla disciplina per l’iscrizione nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche. L’articolo 10bis, infine, introduce un contributo per il 2021 per le associazioni e società sportive iscritte al registro CONI e affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate, agli enti di promozione sportiva per le spese sostenute durante l’emergenza da Covid-19 per la gestione e la manutenzione degli impianti natatori.

L’articolo 30, commi da 7 a 11, del D.L. n. 41 del 2021 aveva già rinviato l’applicazione di gran parte della riforma dello sport al 31 dicembre 2023. In particolare, il testo vigente dell’articolo 51, comma 1, del D. Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo, dispone che le disposizioni nello stesso contenute si applichino a decorrere dal 1° gennaio 2022, ad esclusione di quelle di cui agli articoli 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, che si applicano a decorrere dal 31 dicembre 2023.
Il comma 13quater, lettera a), del DL Sostegni bis, come modificato in sede di converiosione, stabilisce, tuttavia, che le disposizioni del decreto legislativo n. 36 trovino applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2023 (anziché dal vigente termine del 1° gennaio 2022), ad eccezione di alcuni articoli. Per le disposizioni, infatti, recate agli articoli 10 (riconoscimento a fini sportivi), 39 (fondo per il passaggio al professionismo negli sport femminili) e 40 (promozione della parità di genere) e al Titolo VI, articoli dal 43 al 50 (pari opportunità per le persone con disabilità nell’accesso ai gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato), si dispone l’applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2022.
Dunque, l’intervento normativo in questione rinvia di un ulteriore anno l’applicazione della maggior parte delle disposizioni; anticipa, invece, di quasi un anno l’applicazione delle disposizioni di cui agli articoli da 25 a 37, corrispondenti al Capo I del Titolo V “Disposizioni in materia di lavoro sportivo”, che secondo la legislazione vigente era prevista con decorrenza 31 dicembre 2023; infine, conferma l’applicazione delle citate disposizioni di cui agli articoli 10, 39 e 40 dal 1° gennaio 2022.
Il comma 13quater, lettera b), conseguentemente, posticipa dal 1° luglio 2022 al 1° gennaio 2023, la data di abrogazione delle disposizioni di cui all’art. 52, comma 1, del decreto legislativo n. 36 del 2021. Mentre ai sensi del comma 13quater, lettere c) e d), si anticipa dal 31 dicembre 2023 al 1° gennaio 2023 l’applicazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 37 del 2021 in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo e di cui al decreto legislativo n. 38 del 2021, in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi.
Il comma 13quater, lettera e),anticipa dal 31 dicembre 2023 al 31 agosto 2022 le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 39 del 2021di semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi); la successiva lettera f)anticipa dal 31 dicembre 2023 al 1° gennaio 2022 le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 40 del 2021in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali.
Ma, oltre che anticipare di quasi un anno l’applicazione dei richiamati provvedimenti, la novella legislativa – come anticipato in apertura – interviene anche sulla disciplina per l’iscrizione nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, recata dal D. Lgs. n. 39/2021.Nel dettaglio, viene sostituito l’elenco della documentazione che le società e associazioni sportive dilettantistiche devono allegare alla domanda di iscrizione nel Registro (trattasi diragione sociale o denominazione, natura giuridica, codice fiscale ed eventuale partita IVA dell’associazione o società sportiva dilettantistica; dati inerenti alla sede legale e i recapiti; data dello statuto vigente; dichiarazione contenente l’indicazione dell’oggetto sociale e le attività sportive, didattiche e formative; dichiarazione contenente l’indicazione della composizione e della durata dell’organo amministrativo e delle generalità del legale rappresentante e degli amministratori; dati dei tesserati) e si prevede, altresì, che il citato elenco possa essere rideterminato, anche fissando ulteriori requisiti, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o dell’autorità di Governo delegata in materia di sport.
Ogni associazione e società sportiva dilettantistica trasmette, in via telematica, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, una dichiarazione riguardante l’aggiornamento dei dati in questione, l’aggiornamento degli amministratori in carica e ogni altra modifica intervenuta nell’anno precedente.
Infine, l’articolo 10bis, aggiunto nel corso dell’esame presso la Camera dei deputati, destina un contributo per il 2021 per le associazioni e società sportive iscritte al registro CONI e affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate, agli enti di promozione sportiva per le spese sostenute durante l’emergenza da Covid-19 per la gestione e la manutenzione degli impianti natatori, mentre l’articolo 10ter, al fine di sostenere le associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, prevede che le concessioni a tali associazioni degli impianti sportivi ubicati su terreni demaniali o comunali in attesa di rinnovo o scadute ovvero in scadenza entro il 31 dicembre 2021, siano da intendersi prorogate fino al 31 dicembre 2023, allo scopo di consentire il riequilibrio economico- finanziario delle associazioni stesse, in vista delle procedure di affidamento che saranno espletate ai sensi delle vigenti disposizioni legislative.

Chiarimenti INPGI sul CCNL Giornalisti Testate Periodiche Locali

L’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiania (INPGI) con circolare n. 8 del 19/7/2021, ha fornito alcuni chiarimenti in merito al CCNL Giornalisti Testate Periodiche Locali.

La FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e l’ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online) con la FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), in data 30 giugno 2021, hanno sottoscritto il contratto nazionale di lavoro giornalistico per la regolamentazione delle prestazioni lavorative dei giornalisti professionisti e pubblicisti e dei praticanti in regime di lavoro subordinato svolto nelle testate periodiche di informazione a diffusione locale, pubblicate anche on line, purché – anche singolarmente – non costituiscano network o franchising e non risultino collegate su più aree geografiche.
Il predetto CCNL regola altresì il rapporto di lavoro di natura giornalistica svolto nelle testate di informazione esclusivamente on line, che pubblicano notizie locali purché – anche singolarmente – non costituiscano network o franchising e non risultino collegate su più aree geografiche, il tutto previa autorizzazione da parte della competente commissione paritetica nazionale.
Sono escluse dall’applicazione le testate, comprese quelle strutturate in network o franchising, collegate (anche tramite contratti di services o di collaborazione esterna) con aziende editrici di quotidiani o periodici nazionali o con gruppi editoriali che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo Fieg-Fnsi. Così come sono altresì escluse dall’applicazione le aziende dell’emittenza radiotelevisiva e delle telecomunicazioni e le piattaforme digitali definite “over the top” e le aziende ad esse collegate.
Le aziende editrici di testate periodiche per le quali non è prevista l’applicazione del  Contratto in oggetto  potranno richiedere l’applicazione dello stesso alla Commissione Paritetica (articolo 27 del CCNL), che dovrà esprimersi con parere unanime.
Con riferimento alle mansioni, si segnala che le parti sociali hanno concordato che “rientrano tra le mansioni affidabili al redattore web, per le quali devono essere impiegati giornalisti iscritti all’Albo, anche quelle del redattore digitale (web editor), che si occupa della buona leggibilità e facilita l’indicizzazione degli articoli sui motori di ricerca; del videomaker e del web imagine editor, che realizza e trasforma immagini (sia foto che video) adattandole alla pubblicazione su internet; del social media e community manager, che veicola i contenuti del giornale attraverso il canale dei differenti social network; dello sviluppatore digitale (web developer) che ricerca e sviluppa le soluzioni per incrementare performance e usabilità del sito; del web designer che si occupa del layout e stile grafico dei prodotti editoriali digitali; dell’AI editor il quale si occupa della creazione di contenuti multimediali sviluppati grazie all’uso di applicativi di intelligenza artificiale a uso giornalistico e di informazione; del fact checking editor (o debunker) che si occupa di utilizzare tutti gli strumenti di software e di ricerca per combattere la disinformazione sul web e verificare le fonti delle produzioni giornalistiche della testata; del data and visual editor che crea contenuti giornalistici e di informazione utilizzando applicativi e software per la gestione dei dati; dell’audio editor and moderator che si occupa di realizzare contenuti a base audio (esempio: podcast e applicazioni per assistenti vocali) nell’ambito della produzione giornalistica e di informazione della testata, ma anche di curare la moderazione delle manifestazioni della testata nell’ambito del mondo dei social audio (reti sociali a base audio), come pure nei forum digitali; del VR and AR editor il quale si occupa della realizzazione di contenuti multimediali in realtà virtuale o aumentata; del Data Journalist, il giornalista che utilizza big data e open data per realizzare ricerche e inchieste giornalistiche”.
Si fa presente che nel CCNL è stato, altresì, stabilito che:
1. Ai giornalisti dipendenti dalle aziende, ai quali all’atto dell’entrata in vigore del presente contratto è applicato il contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi, continuerà ad essere applicato lo stesso trattamento contrattuale quale trattamento individuale di miglior favore.
2. Ai giornalisti dipendenti dalle aziende – rientranti nel perimetro di applicazione – ai quali all’atto dell’entrata in vigore del presente contratto è stato applicato l’accordo FNSI-ANSO-FISC del 29/10/2020, sarà automaticamente applicato il presente CNLG, fatti salvi eventuali trattamenti individuali o aziendali di miglior favore.
Per quanto riguarda l’articolazione della qualifica di Redattore in più o meno di 24 mesi di anzianità nel settore giornalistico,  le parti hanno precisato che – in relazione al diverso status professionale degli interessati – la norma contrattuale debba essere interpretata correttamente come segue:
– relativamente ai giornalisti professionisti e ai praticanti l’anzianità per il computo dell’attività lavorativa nel settore giornalistico decorre dalla data di iscrizione all’Albo professionale nell’elenco dei professionisti;
– relativamente ai giornalisti pubblicisti l’anzianità per il computo dell’attività lavorativa nel settore giornalistico decorre dalla data di iscrizione all’elenco dei pubblicisti.
I giornalisti, professionisti o pubblicisti, che alla data di sottoscrizione del presente contratto avevano mantenuto la qualifica di “collaboratore redazionale”, acquisiranno la qualifica ed il trattamento del “collaboratore fisso”. I datori di lavoro interessati dovranno, quindi, procedere, nell’ambito della denuncia contributiva mensile (procedura DASM), alla variazione della qualifica del predetto personale.
Si evidenzia, inoltre, che – come già previsto dagli altri contratti di lavoro giornalistico – le parti firmatarie del CCNL in oggetto hanno convenuto che “data la particolare natura del rapporto giornalistico in caso di recesso del rapporto da parte dell’editore è da escludersi la possibilità di un periodo di preavviso lavorato”.
Di conseguenza, nei casi in cui la risoluzione del rapporto di lavoro sia attivata dal datore di lavoro (con l’esclusione dell’ipotesi di giusta causa), il giornalista – oltre alle competenze di fine rapporto – ha sempre diritto a percepire l’indennità di mancato preavviso nella misura di tre mensilità di retribuzione quando abbia un’anzianità aziendale di almeno 24 mesi o nella misura di due mensilità quando abbia un’anzianità aziendale inferiore a 24 mesi. Tali indennità sono soggette a contribuzione previdenziale.
Si ricorda, infine, che per il personale giornalistico non è prevista l’assicurazione di malattia. Di conseguenza, le indennità erogate dal datore di lavoro durante i periodi di assenza dal lavoro per malattia e/o infortunio, come disciplinate dall’art. 17 del CCNL in oggetto, assumono natura retributiva e dovranno essere assoggettate a contribuzione previdenziale. Il giornalista, nei limiti previsti dalla vigente legislazione, potrà richiedere l’attribuzione della contribuzione figurativa per i periodi eventualmente non indennizzati e/o per i periodi indennizzati in modo parziale.


Conversione decreto Sostegni bis: alcune msiure in materia lavoristica


Pubblicata, nella G.U. 24 luglio 2021, n. 176, la Legge n. 106/2021 di conversione del DL n. 73/2021 recante misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali.


REDDITO DI EMERGENZA
Confermate, per il 2021, le ulteriori quattro quote di reddito di emergenza relative alle mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre prossimo. Si ricorda chr,  la domanda per le suddette quote di Rem è presentata all’INPS entro il 31 luglio 2021 tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.


CONTRATTO DI ESPANSIONE
Confermate anche le misure in materiai di contratto di espansione. In particolare, in via sperimentale per gli anni 2019, 2020 e 2021, nell’ambito dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione delle imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che comportano, in tutto o in parte, una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico dell’attività, nonché la conseguente esigenza di modificare le competenze professionali in organico mediante un loro più razionale impiego e, in ogni caso, prevedendo l’assunzione di nuove professionalità, l’impresa può avviare una procedura di consultazione finalizzata a stipulare in sede governativa un contratto di espansione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero con la rappresentanza sindacale unitaria. Esclusivamente per il 2021, il limite minimo di unità lavorative in organico non può essere inferiore a 100 unità, e, limitatamente agli effetti di cui al comma 5-bis, a 100 unità, calcolate complessivamente nelle ipotesi di aggregazione di imprese stabile con un’unica finalità produttiva o di servizi.


CONTRATTO A TERMINE
Nel modificare l’articolo 19 del D.Lgs. n. 81/2015, il novellato articolo 41-bis ha disposto che, fino al 30 settembre 2022, il contratto a tempo determinato può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, anche in presenza di specifiche esigenze previste dai contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e dai contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.


DISPOSIZIONI URGENTI IN TEMA DI PREVIDENZA E ASSISTENZA NEL SETTORE DELLO SPETTACOLO
L’obbligo di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali presso l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro è esteso anche ai lavoratori autonomi iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo. Con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della cultura, su proposta dell’INAIL, sono stabilite le modalità di attuazione dell’obbligo assicurativo in parola e sono individuati i soggetti tenuti al versamento del premio assicurativo, l’inquadramento nella gestione tariffaria nei casi in cui non è applicabile l’articolo 49 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e le retribuzioni imponibili da assumere per il calcolo dei premi e per la liquidazione delle prestazioni indennitarie. Tale decorre dal 1° gennaio 2022.

Fondo di solidarietà del trasporto aereo, il differimento dei termini per le domande integrative


Con messaggio 26 luglio 2021, n. 2707, l’Inps illustra gli indirizzi che attengono all’operatività del differimento dei termini decadenziali per la presentazione delle domande integrative dei trattamenti a carico del Fondo di solidarietà del trasporto aereo e del sistema aeroportuale.


Come noto, in sede di conversione del D.L. n. 73/2021 (cd. Decreto Sostegni-bis), con L. n. 106/2021,


la disposizione introdotta all’articolo 40, comma 1-bis, ha previsto il differimento al 31 luglio 2021 dei termini di decadenza per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti integrativi a carico del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale (D.M. 7 aprile 2016, n. 95269).
Nello specifico, rientrano nel differimento dei termini al 31 luglio 2021 tutte le domande di accesso ai trattamenti integrativi, i cui termini di presentazione sono scaduti nel periodo dal 1° febbraio 2020 al 30 aprile 2021.
Al riguardo, le domande di accesso alle prestazioni integrative della cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), comprese quelle derivanti dall’applicazione dei contratti di solidarietà, sono subordinate all’adozione del decreto ministeriale di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale e devono essere presentate, a pena di decadenza, entro 60 giorni dall’adozione del decreto stesso.
Per quanto attiene alle domande di accesso ai trattamenti integrativi che ricadono nei periodi per cui opera il differimento dei termini, che siano già state inviate, i datori di lavoro, ai fini del riconoscimento dei periodi ricompresi nelle domande trasmesse, non devono presentare delle nuove istanze.
I datori di lavoro che, per il periodo oggetto del differimento, non avessero invece inviato le istanze di accesso ai trattamenti integrativi, possono trasmettere la relativa domanda entro e non oltre il 31 luglio 2021. A tale fine, devono essere utilizzate le medesime causali già istituite per l’integrazione della prestazione principale di riferimento.
Il differimento è riconosciuto nei limiti di spesa di 18 milioni di euro per l’anno 2021.